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	<title>Panfilo News &#187; Navigando sotto costa&#8230;</title>
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	<description>Notizie sul demanio e turismo...dal 2006</description>
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		<title>Scandaloso&#8230;l&#8217;assistenza sanitaria integrativa dei deputati.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Navigando sotto costa...]]></category>

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		<description><![CDATA[In un momento così difficile per il nostro Paese (Italia), viene da chiedersi se è veramente utile sacrificarsi per risanare la nostra Nazione sapendo (se è vero), che i nostri governanti o politici, sguazzano nei privilegi&#8230;Leggi lo scandalo!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 2px; float: right;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ3DjQnWqQi0FlQ482fQfD09ZNQ1PwrRiQr7DAWjs8ydUI7LoXw" alt="" width="137" height="90" /></p>
<p style="text-align: justify;">In un momento così difficile per il nostro Paese (Italia), viene da chiedersi se è veramente utile sacrificarsi per risanare la nostra Nazione sapendo (se è vero), che i nostri governanti o politici, sguazzano nei privilegi<a href="http://www.panfilo.com/PDF/scandaloso.pdf" target="_blank">&#8230;<em><strong>Leggi lo scandalo!!!</strong></em></a></p>
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		<title>Federalismo fiscale: sul demanio i primi dubbi del Parlamento</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 19:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Navigando sotto costa...]]></category>

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		<description><![CDATA[       MILANO (MF-DJ)&#8211;Si parte dal demanio e spuntano i primi dubbi sul federalismo fiscale. Non bastera&#8217; infatti trasferire i beni statali a Comuni, Province e Regioni a titolo gratuito, ma occorrera&#8217; allegare a ciascun asset una traccia di progetto di riconversione. Un procedimento d&#8217;obbligo che, secondo quanto hanno potuto approfondire i tecnici che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  </p>
<p><span style="font-family: Arial;">  <img style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.panfilo.com/images/camera.jpg" alt="" width="130" height="95" /> </p>
<p style="text-align: justify;">MILANO (MF-DJ)&#8211;Si parte dal demanio e spuntano i primi dubbi sul federalismo fiscale. Non bastera&#8217; infatti trasferire i beni statali a Comuni, Province e Regioni a titolo gratuito, ma occorrera&#8217; allegare a ciascun asset una traccia di progetto di riconversione. Un procedimento d&#8217;obbligo che, secondo quanto hanno potuto approfondire i tecnici che hanno studiato il decreto legislativo ora all&#8217;esame della Camera, serve a garantire un processo trasparente e corretto di dismissione. Questo, assieme ad altri, sara&#8217; sicuramente uno dei punti su cui si confronteranno maggioranza e opposizione in Commissione bicamerale<span id="more-899"></span> per l&#8217;attuazione del federalismo fiscale, lo speciale organismo bipartisan istituito dalla legge e riunitosi ieri per la prima volta sotto la presidenza di Enrico La Loggia (Pdl). </p>
<p style="text-align: justify;">Il testo sul demanio federale, si legge in MF, e&#8217; infatti un vero banco di prova per anticipare il prossimo lavoro sulla grande riforma fiscale pensata da Giulio Tremonti e dalla commissione guidata da Luca Antonini. Una prova generale in cui il governo non puo&#8217; steccare ne&#8217; pretendere un via libera senza se e senza ma da parte del Parlamento. E proprio la composizione della Bicamerale lascia presagire che non sara&#8217; un mero organo consultivo. Oltre al nodo della copertura progettistica di ciascun bene in odore di trasferimento (edificio, caserma, spiaggia o faro che sia), dal testo emergerebbero infatti altri problemi quali la mancanza di contraddittorio nelle procedure di dismissione e una certa superficialita&#8217; nei meccanismi di cessione. La Commissione presto ascoltera&#8217; proprio Antonini, per fare luce su dubbi e incertezze. red/gt </p>
<p style="text-align: justify;">BORSAITALIANA.IT </p>
<p></span></p>
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		<title>Federalismo: presto le spiagge alle Regioni</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 19:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Navigando sotto costa...]]></category>

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		<description><![CDATA[  ROMA &#8211; La maggioranza stringe i tempi sul federalismo fiscale e sul primo dei suoi decreti attuativi, quello che trasferisce una buona fetta di demanio, dalle spiagge ai laghi alle caserme in disuso, agli enti locali. Stasera diventerà, infatti, definitivamente operativa la commissione bicamerale incaricata di vagliare i decreti attuativi della legge delega di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.panfilo.com/images/spiaggia1.jpg" alt="" width="95" height="119" /></p>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; La maggioranza stringe i tempi sul federalismo fiscale e sul primo dei suoi decreti attuativi, quello che trasferisce una buona fetta di <strong>demanio</strong>, dalle <strong>spiagge</strong> ai laghi alle caserme in disuso, agli enti locali. Stasera diventerà, infatti, definitivamente operativa la commissione bicamerale incaricata di vagliare i decreti attuativi della legge delega di riforma federalista. L&#8217;organismo parlamentare è convocato per le 20.30 per approvare il proprio regolamento interno sancendo così il via libera ufficiale alla propria attività. Subito dopo il presidente, Enrico La Loggia (Pdl), convocherà un ufficio di presidenza per stabilire<span id="more-895"></span> i tempi d&#8217;esame del primo dei decreti attuativi varati dal governo: il federalismo demaniale. In base al decreto una serie di beni dello stato, dalle caserme e le carceri in disuso fino alle spiagge ai laghi, dai terreni agricoli non utilizzati agli aeroporti di interesse regionale, passerebbero in gestione agli enti locali. L&#8217;intenzione della maggioranza è quella di procedere in tempi stretti sul provvedimento. I tecnici della commissione hanno già iniziato informalmente a esaminarlo e, in questo modo, potrà essere più agevole un esame rapido del testo non appena verranno nominati i relatori. In ogni caso l&#8217;obiettivo è quello di dare l&#8217;ok al federalismo demaniale in modo rapido. &#8220;Spero &#8211; dice La Loggia &#8211; che assolutamente entro la fine del mese di maggio ci sia il via libera&#8221;. A quel punto il governo si concentrerebbe sul secondo dei decreti attuativi quello riguardante l&#8217;autonomia impositiva di regioni, province e comuni. Un testo sul quale è già al lavoro il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli.</p>
<p style="text-align: justify;">ANSA.it</p>
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		<title>Federalismo fiscale, affare da 200 miliardi: si parte dal Demanio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 20:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Navigando sotto costa...]]></category>

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		<description><![CDATA[  Dopo un anno dal varo la legge voluta dalla Lega non riesce a decollare. Subito la spartizione degli immobili, tasse rinviate all’autunno  La riforma fiscale federale? Un cantiere che si può definire appena avviato, e il cui traguardo &#8211; la realizzazione di un sistema efficiente e funzionante di finanziamento per via tributaria di Regioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img style="margin: 5px; float: right;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:dEW8ySnX6x4LRM:http://www.lideale.info/Public/FotoArticoli/912_Main_bossi_ditomedio.jpg" alt="" width="121" height="130" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">Dopo un anno dal varo la legge voluta dalla Lega non riesce a decollare. Subito la spartizione degli immobili, tasse rinviate all’autunno</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"> La riforma fiscale federale? Un cantiere che si può definire appena avviato, e il cui traguardo &#8211; la realizzazione di un sistema efficiente e funzionante di finanziamento per via tributaria di Regioni, province e Comuni &#8211; è ancora lontanissimo. La riforma approvata in Parlamento un anno fa stabilisce certo i «paletti» del futuro sistema, che definirà le risorse con cui le autonomie locali finanzieranno le molte funzioni di cui già godono. E soprattutto sosterranno una buona parte dei circa 215 miliardi di euro che già oggi le autonomie locali spendono ogni anno, e senza «responsabilità». Ma come spiega Enrico La Loggia, il presidente della «bicameralina» composta da 15 deputati e 15 senatori che dovrà dare un parere sui decreti attuativi predisposti dal governo, «il percorso è appena all’inizio». Per adesso è arrivato il primo testo, quello sull’attribuzione dei beni del Demanio<span id="more-878"></span> e del patrimonio finora in mano allo Stato centrale. Caserme, immobili, spiagge, strutture che hanno un valore diverso a seconda del loro utilizzo, e che diventeranno il «capitale» degli enti locali. Il testo sarà esaminato in dettaglio solo dalla prossima settimana, si finirà a maggio. Il resto seguirà, e il primo appuntamento importante arriverà a giugno, con la «mappa» del nuovo assetto federale, in cui saranno definite le risorse che spetteranno a ciascun livello di governo e i trasferimenti dallo Stato centrale che verranno cancellati. Attualmente sono circa 20 miliardi, di cui 14 a favore dei Comuni, 3 alle Regioni, 1,5 alle province. In autunno arriverà il decreto con il dettaglio dell’autonomia impositiva degli enti locali.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La materia è complicata, e non è un caso se intorno ai possibili schemi di applicazione del federalismo fiscale sono letteralmente anni che si scornano esperti e politici. È come cambiare il motore di una automobile mentre la vettura è in movimento. E poi &#8211; problema titanico &#8211; l’Italia è un paese squilibrato, con forti differenze tra aree ricche e povere, tra Nord e Sud, tra enti locali che sarebbero capaci di incassare i tributi propri e quelli che non ce la farebbero. «Saggezza ed equilibrio &#8211; dice La Loggia &#8211; devono essere la nostra stella polare. Alla fine sarà una svolta epocale, ma occorre creare quanto più equilibrio possibile tra le diverse zone territoriali del paese, senza penalizzare chi sta meglio ma facendo di tutto per far star meglio chi sta peggio». Come spiega l’ex-ministro &#8211; indicato come presidente della Bicameralina nonostante l’intesa per nominare un esponente del Pd &#8211; «tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e lì si varrà la nostra “abilitate”».</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La procedura legislativa è davvero complicata. La Commissione esamina i decreti predisposti dal governo (cioè da Tremonti) sulla scorta dei pareri della Conferenza Stato-Città, delle commissioni competenti, e di un Comitato di 6 presidenti di Regioni, 2 presidenti di provincia e e 4 sindaci. In più c’è l’importantissima Commissione tecnica paritetica Stato-Regioni-Enti locali, presieduta dal professor Luca Antonini, un esperto di fisco molto vicino al superministro Giulio Tremonti. Che parallelamente ha aperto un altro cantiere, quello della riforma fiscale. In altre parole, quel che dice Antonini è fondamentale. E parlando al «Corriere della Sera» Antonini ha già delineato alcune idee interessanti: saranno raddoppiate le addizionali Irpef, le Regioni saranno finanziate da un’Irap riveduta e corretta e da una forte compartecipazione all’Iva, basata sul gettito effettivamente riscosso. I Comuni, oltre a una quota dei tributi nazionali, potrebbero usufruire del gettito della nuova cedolare secca del 20% sugli affitti e dell’imposta di registro. Per adesso solo ipotesi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">ROBERTO GIOVANNINI &#8220;LA STAMPA&#8221;</span></p>
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		<title>Prendi il treno al volo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 18:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un caro amico del Canada, mi ha inviato una e-mail molto simpatica, che riguarda i vari treni sparsi nel nostro pianeta...l&#8217;ho pubblicata  in formato pdf per mostrarla ai lettori&#8230; Guarda il PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un caro amico del Canada, mi ha inviato una e-mail molto simpatica, che riguarda i vari treni sparsi nel nostro pianeta..<img style="margin: 1px; float: right;" src="http://www.panfilo.com/images/luis51.jpg" alt="" width="85" height="110" />.l&#8217;ho pubblicata  in formato pdf per mostrarla ai lettori&#8230; <a href="http://www.panfilo.com/pdf/FW_%20Train%20Systems%20of%20the%20World.pdf" target="_blank"><em>Guarda il PDF</em></a></p>
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		<title>Cosa cambia col federalismo demaniale?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 13:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Navigando sotto costa...]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il Consiglio dei ministri ha approvato il primo decreto di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (legge n. 42 del 2009), che incomincia quindi a diventare realtà. Più volte su queste pagine si è messo in evidenza che la legge delega sul federalismo fiscale avrebbe realizzato una rivoluzione nel nostro ordinamento: ora il primo passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> Il Consiglio dei ministri ha approvato il primo decreto di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (legge n. 42 del <img src="http://www.panfilo.com/image/image/art_tb1_4445spiaggia_viareggio%281%29.jpg" alt="" width="110" height="81" align="right" />2009), che incomincia quindi a diventare realtà. Più volte su queste pagine si è messo in evidenza che la legge delega sul federalismo fiscale avrebbe realizzato una rivoluzione nel nostro ordinamento: ora il primo passo è stato fatto. Alcuni avevano giudicato quella legge come una scatola vuota (ad esempio Enrico De Mita), altri avevano detto che era un libro dei sogni irrealizzabile. Con l&#8217;approvazione tutte queste<span id="more-55"></span> voci sono state smentite e ha visto la luce il decreto legislativo sul federalismo demaniale, in attuazione dell’articolo 19 della legge delega n. 42 del 2009. Cosa significa “federalismo demaniale”?</p>
<p> È opportuno descriverlo con un esempio. Nel vissuto di ognuno di noi c’è l’esperienza di avere visto immobili dello Stato abbandonati o sottoutilizzati: una villa storica, una caserma, una spiaggia. E chi non ha provato un senso di sgomento nel constatare che quello che avrebbe dovuto essere un bene di tutti in realtà era diventato una cosa di nessuno?</p>
<p> Il federalismo demaniale mette fine a questo scempio, perché è un federalismo di “valorizzazione” nel quale i beni vengono restituiti ai territori: ai Comuni alla cui storia sono legati, alle Province e alle Regioni che possono meglio valorizzarli, assumendosene la responsabilità di fronte ai propri elettori. I processi di valorizzazione dovranno, infatti, essere pubblicati sui siti istituzionali degli enti locali, che potranno coinvolgere la popolazione anche attraverso sondaggi o veri e propri referendum consultivi riguardo a come intervenire rispetto a questi nuovi beni ricevuti.</p>
<p> Questa trasparenza e questa responsabilizzazione sarebbero impossibili con un gestore statale: lo Stato è, da un lato, troppo lontano per indovinare cosa vuole la gente, e, dall’altro, troppo implicato in tante altre cose per essere efficacemente controllato con il voto di un elettore. Difficilmente, infatti, un elettore sarebbe indotto a cambiare il proprio voto a livello nazionale, se in un Comune, una caserma dismessa venisse male valorizzata dallo Stato.</p>
<p> Ma se è il Comune a doversi assumere la responsabilità di fronte all’elettore, allora il controllo popolare diventa infinitamente più efficace: in quel Comune, di fronte a quel fatto, l’elettore potrebbe decidere di votare diversamente. L’effetto di maggior controllo è evidente.</p>
<p> Il nuovo decreto funziona secondo questa logica: si individuano alcuni principi generali in base ai quali il ministero dell’Economia, di concerto con i ministri interessati, provvederà a stilare un elenco di beni che verranno proposti a Comuni, Province e Regioni. I beni riguarderanno: il demanio marittimo (le spiagge e i porti di interesse regionale), il demanio idrico (i fiumi, i laghi, ecc.), il demanio militare dismesso (le caserme), gli aeroporti di interesse regionale, le miniere, le altre aree e fabbricati statali.</p>
<p> Tra i principi che orientano il trasferimento c’è il principio di sussidiarietà, quello di adeguatezza, quello della capacità finanziaria, quello della semplificazione, quello della correlazione con competenze e funzioni. Gli Enti territoriali, una volta concertato l’elenco con la Conferenza Unificata, potranno decidere quali beni vogliono che siano loro attribuiti, assumendosene la responsabilità di fronte ai propri cittadini.</p>
<p>In questo modo si apre un nuovo processo nella storia del nostro Paese; un processo che mira ad attribuire i beni ai territori dove si radicano, che vengono messi nelle condizioni di esercitare il loro potere di produrre ricchezza: ad esempio i Comuni con le varianti urbanistiche possono generare grandi valori (economici, ambientali, sociali) da beni che, altrimenti, rimanendo nelle mani degli apparati centrali, sarebbero destinati a rimanere sotto utilizzati. Da una caserma dismessa potranno nascere scuole, alberghi, impianti polifunzionali e anche nuove aree residenziali da alienare generando una ricchezza che potrà essere utilizzata, ad esempio, per servizi sociali.</p>
<p> Un nota bene: non bisogna nascondere che la resistenza degli apparati centrali statali è stata molto forte nei lavori preparatori di questo decreto. In effetti, certe volte si ha l’impressione che gli apparati centrali preferiscano non sapere quanti beni hanno, dove stanno, come potrebbero essere valorizzati, piuttosto che cedere qualcosa a quegli Enti territoriali che potrebbero valorizzarli nell’interesse della gente e sotto il controllo più diretto dei cittadini.</p>
<p> Sono i vizi del centralismo e dello statalismo. Tuttavia, in questo caso, alla fine la ragionevolezza ha prevalso e il federalismo demaniale è diventato una realtà, inaugurando una nuova stagione di responsabilità. Nel nostro ordinamento con questo decreto legislativo si passa, infatti, da una logica dove ci si limitava a definire a chi spetta la titolarità del bene &#8211; la logica del codice civile del 1942 &#8211; a una più moderna dove si mette al centro la sua valorizzazione a beneficio della collettività.</p>
<p> Questo è peraltro in linea con quanto ci ha insegnato questa grande crisi finanziaria: quello che vale veramente è ciò che è reale, non quello che è solo virtuale; abbiamo visto quali immensi danni possono generare i meccanismi finanziari quando dimenticano il riferimento all’economia reale, e così oggi si riscopre il valore delle cose, dei beni.</p>
<p> In linea con questa grande lezione il federalismo demaniale avvia un censimento dei beni, obbliga le amministrazioni centrali a dare pubblicamente le ragioni per cui trattengono un bene in proprietà, e provvede alla riallocazione al livello di governo territoriale che quei beni può meglio gestirli e valorizzarli in vista del bene comune</p>
<p>DI<em><strong> Luca Antonini   </strong></em>da &#8220;Il sussidiario.net&#8221;</p>
</div>
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		<title>Internet, Brunetta promette: «Dal 2010 due mega di banda larga per tutti»</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 14:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Internet, Brunetta promette: «Dal 2010 due mega di banda larga per tutti» &#8211; Corriere della Sera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panfilo.com/public/WindowsLiveWriter/InternetBrunettaprometteDal2010duemegadi_DB2D/brunetta-renato-250_2.jpg"><img title="brunetta-renato-250" src="http://www.panfilo.com/public/WindowsLiveWriter/InternetBrunettaprometteDal2010duemegadi_DB2D/brunetta-renato-250_thumb.jpg" border="0" alt="brunetta-renato-250" hspace="2" width="66" height="66" align="right" /></a></p>
<p> <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_18/brunetta-due-mega-banda-larga_dcb43d40-bbe1-11de-b0a3-00144f02aabc.shtml">Internet, Brunetta promette: «Dal 2010 due mega di banda </a>larga per tutti» &#8211; Corriere della Sera</p>
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