Archivi per la categoria ‘Turismo’
Turismo e studenti…
Turismo: 1, 3 mln di studenti in gita, fatturato da 350 mln

Tci: mete preferite Sicilia, Lazio, Veneto e Toscana
ANSA) – ROMA, 5 NOV – Sono 1,3mln gli studenti delle scuole superiori che ogni anno vanno in gita scolastica, generando un fatturato pari a quasi 350mln di euro. Le stime sono state pubblicate sulla ‘Rivista del turismo’ del Touring Club italiano, che ha presentato i risultati di un’indagine che e’ stata svolta nei mesi scorsi sul tema. La regione italiana preferita e’ la Sicilia, seguita da Lazio, Veneto e Toscana. Le citta’ piu’ gettonate sono Roma, Firenze, Venezia e Napoli.
Le imprese balneari in Italia…
Circa 13 mila imprese balneari in Italia
Gli addetti variano da 54mila di agosto ai 19mila in bassa stagione, e il peso dell’intervento dei gestori e dei suoi familiari è importante per il raggiungimento dell’equilibrio economico. I risultati del ‘Secondo Rapporto sulle imprese balneari 2007’ del Sib (Sindacato italiano balneari) aderente a Fipe Confcommercio che associa circa 10.000 imprese.
Sono 12.900, in Italia, le strutture balneari utilizzabili dal pubblico. E’ quanto emerge dal ‘Secondo Rapporto sulle imprese balneari 2007’ del Sib (Sindacato italiano balneari) aderente a Fipe Confcommercio che associa circa 10.000 imprese, realizzato in collaborazione con Mercury srl di Firenze. Il rapporto, basato anche su dati di Unioncamere, sottolinea che nell’ultimo anno l’aumento degli stabilimenti è stato elevato nelle regioni meridionali (53% circa, a fronte di un aumento del 21,0% nel Nordovest, del 6,9% nel Nordest e del 19,2% nelle regioni del Centro) grazie anche alla trasformazione in imprese di alcune attività prima presenti in altre forme o sommerse. Gli addetti variano nell’arco dell’anno passando dai 54 mila di agosto ai 19 mila della bassa stagione, dove il peso dell’intervento dei gestori e dei suoi familiari è importante per il raggiungimento dell’equilibrio economico.
Gli alberghi con servizi balneari in proprio sono 3.091, mentre per il turismo all’aria aperta (campeggi e villaggi turistici) il numero corrispondente è di 1.735 unità. Il sistema delle imprese balneari attiva un fatturato totale che supera i 1.000 milioni di euro. Il ricavo dall’attività classica di affitto di ombrelloni, sdraio e cabine varia tra il 45% e l’80%, mentre assumono un ruolo sempre più importante le attività collaterali, sia quelle presenti ormai da lunga data, come il bar e la ristorazione, sia quelle più recenti come il fitness, l’animazione per bambini e adulti, la discoteca e le serate a tema.
Un sistema di imprese, si legge nel Rapporto, che tuttavia si scontra con le difficoltà derivanti dalle sue caratteristiche strutturali, in particolare per l’accesso al credito dovuta all’operare in regime di demanio, per la complessità della normativa di riferimento e per l’incertezza negli oneri demaniali.
90% GESTORI HA RINNOVATO OMBRELLONI E SDRAIO
Così come per molti prodotti turistici anche la risorsa mare, nel Belpaese, si modifica passando da un’unica modalità prevalente di utilizzo a molteplici e diversificati prodotti quali il diving, il surf, il wind-surf, la vela, lo scoglio, le isole minori, il relax e lo svago. Allo stesso tempo cambiano le forme e i tempi delle vacanze passando dalle lunghe villeggiature degli anni ‘60 e ‘70 agli ‘short break’ e al semplice escursionismo, sempre più attuale verso le coste che si riempiono durante le domeniche estive dei ‘pendolari del mare’. Gli stabilimenti balneari devono, quindi, affrontare queste nuove sfide attraverso la diversificazione, la personalizzazione, la qualità e la facilità di accesso, non tralasciando quello che internet può rappresentare come strumento di comunicazione ma principalmente come strumento commerciale.
Nell’ultimo anno, il 90% dei gestori, secondo il Rapporto ‘Sib’, ha rinnovato ombrelloni e sdraio, il 70% ha migliorato gli impianti igienici, il 40% ha operato su cabine e spogliatoi, mentre una percentuale elevata (63%) ha optato per iniziative sulla spiaggia. Molti anche gli investimenti nell’ambito del benessere e per la realizzazione di piscine.
FONDAMENTALE RECUPERARE RAPPORTO CON CLIENTE
Per i gestori degli stabilimenti balneari è fondamentale recuperare il rapporto con il cliente, invertendo la tendenza in atto, specialmente nelle strutture più grandi, alla spersonalizzazione del servizio. Dunque, consiglia il Sib, occorre prestare attenzione all’evoluzione della clientela composta non solo da turisti, minoranza in alcune località, ma in numero sempre più importante da escursionisti, visitatori di un giorno, prevalentemente del weekend, che necessitano della certezza della fruibilità del servizio, disposti forse a spendere qualcosa di più a fronte di una qualità da misurare anche nel confronto con la crescente concorrenza delle proposte estive cittadine.
Secondo il Rapporto sulle imprese balneari deve essere posta particolare attenzione verso i residenti per i quali nei mesi estivi lo stabilimento balneare sostituisce la piazza, il bar e la palestra, spazio e svago da vivere anche nel tempo libero dal lavoro quotidiano. Per il mercato turistico si rende sempre più necessario operare in rete con strutture ricettive, altri servizi, intermediari, vettori del trasporto, in modo da presentarsi sul mercato con una forza contrattuale e una visibilità superiore a quelle attuali, che vede solo il 58% degli operatori dichiarare di intrattenere rapporti commerciali con le strutture ricettive, e il 42% che limita tale rapporto a semplici convenzioni. Un’integrazione che, si legge nel Rapporto, dovrà passare anche dalla nascita e dallo sviluppo di una logica di filiera territoriale.
Fonte: Labitalia
E’ l’Emilia Romagna, tra le regioni italiane, ad avere il maggior numero di stabilimenti balneari (23%), seguita dalla Liguria (16%), dalla Toscana (14%), dalle Marche (10%) e dal Veneto (2%). I ”chioschi” in Italia – si legge ancora nel rapporto – sono 3.200, mentre 2.684 sono i servizi da spiaggia degli alberghi che si affacciano sul mare e 1.713 le spiagge gestite dai campeggi e dai villaggi turistici.
I primi commenti della stagione balneare…
Condizioni atmosferiche avverse e difficoltà normative le cause principale

La presunta ‘guerriglia alla battigia’ che si sarebbe dovuta verificare questa estate sui nostri litorali di fatto si è tramutata in modeste ‘scaramucce’, quasi sempre strumentalmente preordinate in poche località, nel tentativo di dimostrare prevaricazioni da parte degli imprenditori” afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio che associa circa 10.000 imprese. Leggi il resto di questo articolo »
I primi commenti della stagione balneare…
Condizioni atmosferiche avverse e difficoltà normative le cause principale

La presunta ‘guerriglia alla battigia’ che si sarebbe dovuta verificare questa estate sui nostri litorali di fatto si è tramutata in modeste ‘scaramucce’, quasi sempre strumentalmente preordinate in poche località, nel tentativo di dimostrare prevaricazioni da parte degli imprenditori” afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio che associa circa 10.000 imprese. Leggi il resto di questo articolo »
Federconsumatori e turismo…
Vi diamo i prezzi delle strutture turistiche in Italia, secondo una ricerca efettuata dall’osservatorio della Federconsumatori per l’anno 2007… —leggi l’articolo–>
L’effetto serra toglierà turisti all’Italia!!!
Studio della Commissione europea riportato dal «Financial Times» 
Nel 2050 il Mediterraneo dovrà fare i conti con la carenza di acqua. E i flussi turistici si sposteranno verso il Nord Europa
LONDRA - Il surriscaldamento globale potrebbe avere serie conseguenze per tutti, compresa l’economia italiana. Le allarmanti previsioni sono contenute in un rapporto della direzione ambiente dalla Commissione europea, riportato dal quotidiano britannico «Financial Times». A una simile fosca previsione era già giunta alcuni mesi fa una ricerca condotta dalla ricercatrice italiana, Claudia Tebaldi, e collaboratori del National Center for Atmospheric Research. E già nello scorso ottobre il rapporto del consigliere economico del primo ministro britannico Tony Blair paventava una bancarotta planetaria se non si lotterà contro i cambiamenti climatici investendo almeno l’uno per cento del prodotto interno lordo.
FLUSSI – Verso il 2050 le nazioni del Nord Europa potrebbero avere benefici dall’aumento delle temperature, ma le regioni del Mediterraneo dovranno combattere con la mancanza di acqua e la diminuzione dei turisti. Secondo l’indagine, che sarà diffusa nelle prossime settimane, il mare del Nord diventerà più caldo e i flussi turistici dal nord verso il sud (circa 100 milioni di persone all’anno, pari a 100 miliardi di euro) rallenteranno «con drammatiche conseguenze per le economie di Spagna, Grecia e Italia».
COSTI E DECESSI - Se la temperatura media annua dovesse alzarsi di 3 gradi centigradi entro il 2071, si verificheranno 87 mila decessi in più all’anno; se il rialzo sarà invece di 2,2 °C i decessi potranno arrivare a 36 mila. Secondo lo studio della Commissione, l’economia dell’Italia e degli altri Paesi del Mediterraneo verrebbe colpita a causa della «siccità, della ridotta fertilità del suolo, degli incendi e di altri fattori dovuti ai cambiamenti climatici». Nell’Europa settentrionale i raccolti aumenterebbero del 70%, mentre dell’Europa meridionale si ridurrebbero del 20% e il livello del mare potrebbe salire anche di un metro. Entro il 2020 il costo totale del surriscaldamento potrebbe arrivare a 4,4 miliardi di euro con un rialzo della temperatura di 2,2 °C rispetto agli anni Novanta; con un aumento di 3 °C i costi salirebbero a 5,9 miliardi, e fino 42,5 miliardi entro il 2080.
DIFESA – Un piano di difesa delle coste e delle spiagge potrebbe però nel lungo periodo ridurre i costi a 2,2 miliardi l’anno. Ma le acque oceaniche diventeranno più acide con gravi conseguenze sulla pesca: i pesci migreranno verso Nord e l’Europa sarà sempre più a rischio alluvioni. La Commissione vorrebbe includere anche metano e ossido di azoto tra i gas serra: riducendo la loro produzione il surriscaldamento dovrebbe rallentare. Lo scorso anno uno studio del governo belga ha riscontrato che una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 15-30% tra il 1990 e il 2020 non avrebbe un impatto complessivo sull’occupazione, grazie ai nuovi posti che dovrebbero essere creati nei settori dell’alta tecnologia come quelli dell’energia rinnovabile. «La riduzione delle emissioni globali nel 2050 a un livello che sia inferiore del 25% rispetto al 1990 – conclude lo studio – è realizzabile sia tecnicamente sia economicamente».
Come la pensano gli Italiani…
Rapporto 2004 “La soddisfazione dei clienti degli stabilimenti balneari“. Il presente studio ha inteso fornire uno strumento di valutazione sulla soddisfazione dei clienti degli stabilimenti balneari italiani in relazione ai servizi forniti, focalizzando questa tematica sulla clientela turistica. Studio redatto dall’ISNART” (istituto nazionale di ricerca turistica) per conto del S.I.B. (Sindacato Italiano Balneari) —-Indagine–>










Facebook
Youtube
Twitter