Federalismo fiscale: sul demanio i primi dubbi del Parlamento
MILANO (MF-DJ)–Si parte dal demanio e spuntano i primi dubbi sul federalismo fiscale. Non bastera’ infatti trasferire i beni statali a Comuni, Province e Regioni a titolo gratuito, ma occorrera’ allegare a ciascun asset una traccia di progetto di riconversione. Un procedimento d’obbligo che, secondo quanto hanno potuto approfondire i tecnici che hanno studiato il decreto legislativo ora all’esame della Camera, serve a garantire un processo trasparente e corretto di dismissione. Questo, assieme ad altri, sara’ sicuramente uno dei punti su cui si confronteranno maggioranza e opposizione in Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, lo speciale organismo bipartisan istituito dalla legge e riunitosi ieri per la prima volta sotto la presidenza di Enrico La Loggia (Pdl).
Il testo sul demanio federale, si legge in MF, e’ infatti un vero banco di prova per anticipare il prossimo lavoro sulla grande riforma fiscale pensata da Giulio Tremonti e dalla commissione guidata da Luca Antonini. Una prova generale in cui il governo non puo’ steccare ne’ pretendere un via libera senza se e senza ma da parte del Parlamento. E proprio la composizione della Bicamerale lascia presagire che non sara’ un mero organo consultivo. Oltre al nodo della copertura progettistica di ciascun bene in odore di trasferimento (edificio, caserma, spiaggia o faro che sia), dal testo emergerebbero infatti altri problemi quali la mancanza di contraddittorio nelle procedure di dismissione e una certa superficialita’ nei meccanismi di cessione. La Commissione presto ascoltera’ proprio Antonini, per fare luce su dubbi e incertezze. red/gt
BORSAITALIANA.IT










Facebook
Youtube
Twitter
chissà se terranno conto dei moniti che Ricolfi ha segnalato nella sua analisi sulla contabilità nazionale del paese (“il sacco del nord”).